L'evoluzione del Tasto semiautomatico.

 

 - Introduzione -

 

Durante il Secondo Convegno Telegrafico Nazionale, nella sala delle esposizioni ho cercato di mettere in atto una sorta di tour visivo che evidenziasse l'ingegno e l'impegno che molti uomini hanno speso per modificare un oggetto semplice e funzionale, il tasto semiautomatico, denominato comunemente nel gergo telegrafico "bug".

 

E' ovvio che in esposizione non sono stati portati tutti i tasti semiautomatici conosciuti, ma un numero comunque significativo per comprenderne a grandi linee l'evoluzione. Evoluzione volta a migliorare il primo brevetto di tasto semiautomatico prodotto dalla Mecograph e brevettato nel 1904 da William O. Coffe.

 

Da quel momento si è avviata infatti una fase di miglioramento del Bug, per assistere poi a un impegno profuso prevalentemente ad aggirare i brevetti e "rosicchiare" così una fetta di quel ricco mercato che all'epoca "muoveva" centinaia e centinaia di dollari.

 

Tra i tasti esposti ci sono anche delle repliche, in molti casi uniche, eseguite da artigiani che ancora oggi si dilettano a ricostruire tasti molto rari o che si conoscono solo per il ritrovamento dei loro brevetti.

 

E' stato un grande sforzo per me raccogliere, presentare e raccontare ai presenti al Convegno l'evoluzione di tutti questi tasti, che sono stati i diretti testimoni di un mondo che è stato capace nel suo complesso di collegare per la prima volta tutti i punti del globo.

 

Il complesso telegrafico è stato quindi lo strumento antesignano dell'attuale World Wide Web, parte anch'esso di un sistema con cui era possibile entrare in contatto con altre persone poste anche dall'altra parte del globo.

Il "groviglio" di linee e cavi telegrafici che interconnessi tra loro, sono riusciti a creare una sorta di "rete neuronale" della comunicazione.

 

Sotto troverete le schede di presentazione, le foto dei tasti e i loro cartellini di corredo posti in sequenza, come in un viaggio virtuale all'interno dell'esposizione che è stata presentata all'interno del Museo della Comunicazione di Roma in occasione del Convegno.

 

Vi auguro una buona "navigazione"!

 

73 de Claudio IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

 


 

   Lo sviluppo del tasto semiautomatico

 

 

I primi modelli prodotti

 

L’esigenza di sviluppare un tasto semiautomatico nasce negli USA non a caso, all’epoca la telegrafia era in pieno sviluppo e con essa anche il volume di messaggi che si dovevano scambiare. I telegrafisti di professione erano pagati con uno stipendio variabile e rapportato in base all’importanza della linea di appartenenza, ma soprattutto alla loro capacità di trasmettere a una velocità elevata senza errori. La regola era molto semplice, più si era veloci nel trasmettere e più telegrammi si potevano inviare, quindi maggiori erano i guadagni per la società di comunicazione.


Questi ritmi incessanti ripetuti quotidianamente facevano sviluppare anche precocemente alcune malattie professionali, tra cui il “glass arm”, meglio conosciuto come sindrome del tennista per infiammazione del tunnel carpale. Un primo tentativo di eliminare questo problema si ebbe a cura della Società Bunnell che brevetto nel 1888 il Double Speed, all’epoca chiamato cootie key (sempliciotto),  oggi denominato Sideswiper.


Nel 1902 Horace Martin brevetta il primo tasto semiautomatico elettromeccanico, che non avrà successo, in quanto il problema all’epoca risiedeva nelle batterie ingombranti e poco efficienti. Ne segue una vera e propria corsa a brevettare un sistema che potesse aiutare il telegrafista professionista nel suo lavoro quotidiano. Se si considera che un semiautomatico all’epoca costava circa due mesi e mezzo di un salario, si può ben comprendere quanto fosse grande questo business.

 

Il tasto semiautomatico comunemente detto “bug” nasce nel 1904 con il brevetto presentato da W.O. Coffe per conto della Società Mecograph; pochi mesi dopo Horace Martin, fondatore della Società Vibroplex, brevetta un bug migliorato, apportando come novità la posizione del pendolo in orizzontale e il controllo della sua vibrazione.  Vibroplex e Mecograph, antesignane del tasto semiautomatico, avviano così immediatamente una guerra commerciale per il predominio delle vendite.


Il brevetto di Horace Martin è ancora oggi in produzione e venduto in tutto il mondo, a dimostrazione della bontà del progetto.

 

 

Museo Storico della Comunicazione del MISE di ROMA – II° Convegno Telegrafico Nazionale

 

    Mecograph, modello First Coffe

 

W.O. Coffe - 1904

 

Il primo tasto semiautomatico completamente meccanico, denominato First Coffe. Prodotto dalla Società Mecograph di B.F. Bellows.

Si contraddistingue per aver il pendolo vibrante in posizione orizzontale.

Sfrutta il principio meccanico di tensione e rilascio.

Si conosce ad oggi un solo tasto originale e completo.

 

 

Copia fedele dell’originale eseguita da Ron Ayling G3YUH                                      Collezione C. Ruggieri IZØKRC.








    Vibroplex, modello Martin Vibro.

1905

Horace G. Martin

 

Il primo tasto semiautomatico prodotto dalle officine Vibroplex di Horace Martin, brevettato solo pochi mesi dopo il First Coffe. Un tasto dal progetto valido, prodotto ancora oggi dalle omonime officine.

Si contraddistingue per aver il pendolo vibrante in posizione orizzontale

E’ il primo semiautomatico a sfruttare il controllo della vibrazione.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.







Mecograph, modello #3

 1906

 

Il primo tasto semiautomatico definito angolare, utilizza sempre il principio della tensione e rilascio.

Si contraddistingue per le leve di comando in posizione ortogonale rispetto alle parti principali in movimento, con l’obbiettivo di ridurre lo spazio di ingombro del tasto sul tavolo di lavoro, la velocità di trasmissione si regola spostando il fermo a forma di cuore.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.







 

    Mecograph, modello #4

1906

 

Nel giungo del 1906 nasce il modello N.4 di Mecorgraph o “coust reduce” come denominato dai collezionisti. Si semplifica l’impianto meccanico con alcune analogie con i primi Vibroplex prodotti, ad esempio in questa versione la velocità di trasmissione si regola spostando il peso sul braccio. Solo 4 esemplari originali sono arrivati a noi oggi.

 

Copia fedele dell’originale eseguita da Ron Ayling G3YUH                                     Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 


    Delaney, modello Auto Dot.

1906 - 1908

Winnipeg Canada

 

Il primo tasto semiautomatico prodotto dalle officine Delaney, si contraddistingue per avere una doppia leva di comando semplificata e il pendolo che và oltre il suo dumper (ammortizzatore), permettendo all’operatore di impostare una grande escursione nel regolare la velocità di trasmissione. E’ uno dei primi tasti ad adottare una base doppia metallo/legno.

Solo pochi esemplari sono arrivati a noi oggi, per questo è un tasto molto ambito dai collezionisti di tutto il mondo.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.







Left is Original Double Lever, Right is a Half frame thin base repro made by DK4XL M. Odenbach
Double Lever produced from U.E.M., after Vibroplex. 1907

 

    Vibroplex – modello Double Lever

1907-1920

 

Il primo tasto semiautomatico prodotto con due leve di comando, una per le linee composte in modo manuale, e l’altra leva per la composizione automatica dei punti.

Si contraddistingue per aver i comandi per la formazione dei punti e delle linee distinti e separati  tra loro.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

    Mecograph, modello #5

1907

 

Nel Novembre del 1907 nasce il modello N.5 della Mecorgraph  denominato “double lever”per via dei comandi separati.

Utilizza sempre il sistema di tensione a rilascio, ma per la prima volta viene introdotta una molla elicoidale per generare e nel contempo regolare la velocità di trasmissione. Un utile stratagemma atto a diminuire i costi di produzione per competere con l’acerrima concorrente, la Vibroplex, per la conquista del mercato professionale.

Si conosce ad oggi un solo esemplare di questo modello, per altro incompleto.

 

Copia fedele dell’originale eseguita da Ron Ayling G3YUH                                     Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo sviluppo del tasto semiautomatico

 

  

 

La corsa ai nuovi brevetti.

 

 Dopo il grande successo commerciale di Mecograph e Vibroplex, anche altri produttori iniziarono a produrre il loro tasti.

 

In un primo momento ci furono società che copiavano spudoratamente i tasti prodotti dalla Vibroplex come la A.toZ. che rimarrà uno dei massimi esempi in tema di copie.

 

La A.toZ. non si limitava solo a copiare, ma apponeva sui suoi tasti delle etichette con scritto “Vibroplex Improved”, ossia Vibroplex migliorato, questo a rimarcare la sfrontatezza del fenomeno.

 

Dopo una serie di vicissitudini Horace Martin entra in società con uno dei più importanti venditori di New York, J.E. Albright. 

 

Albright da bravo commerciante inizio immediatamente  

“la guerra dei brevetti”.

 

In questo periodo, indicativamente dal 1908 sino al 1920 circa, inizia una seconda fase, credo la più bella, quella dei brevetti più insoliti, con l’intento di non infrangere i brevetti Vibroplex.

 

Una grande occasione di sviluppo su un semplice progetto, il tasto semiautomatico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Museo Storico della Comunicazione del MISE di ROMA – II° Convegno Telegrafico Nazionale

 

    D. & K. mfg. modello The Dinger.

1907 - 1920

Cleeveland - Ohio

 

Nel 1909 la D&K produce il primo semiautomatico che “nasconde” parte dei suoi meccanismi di movimento sotto la base. Di fatto le leve possono dare l’impressione di lavorare autonomamente, ma così non è.

Tramite un innovativo comando a bilanciere, posto sotto la base, spostando verso destra le leve si generano manualmente le linee, mentre spostando verso sinistra le leve si compongono in automatico le linee.

Contemporaneo e molto simile per forma e per principio meccanico con il Mecograph #5, tant’è che per molti anni tra i collezionisti era sorto il dubbio chi avesse copiato chi, ma ora è ben evidente che sono due progetti completamente diversi. Si conoscono ad oggi solo 8 esemplari, è quindi un tasto molto ricercato tra i collezionisti.

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.






Vibroplex PATENT - 457 repro.  1911
Vibroplex PATENT - 457 repro. 1911

 

    Vibroplex, Patent 457.

1911

Horace G. Martin

 

Si tratta del modello di brevetto presentato per il Model-X.

Sino al 2006 si credeva che il tasto era rimasto solo all’interno dell’Uffico brevetti, in realtà Martin Odenbach DK4XL ha scoperto in vendita su Ebay un esemplare completo e funzionante. Randy Cole KN6W è l’attuale proprietario. Con questo ritrovamento il tasto Brevetto 457 è il tasto più ricercato al mondo dai collezionisti.

 

Copia fedele dell’originale eseguita da Martin Odenbach DK4XL                          Collezione C. Ruggieri IZØKRC. 

 

 

 

 


Mecograph, modello Premier

1911

 

Si tratta dell’ultimo modello costruito dalla Mecograph.

Nella politica dei prezzi Bellows tentò di semplificare il tasto, rendendolo molto simile al Vibroplex Original, se pur con delle differenze.

Si tratta quindi del primo tasto in linea della Mecograph, dai cui l’appellativo “Premier”, che sfrutta il principio della vibrazione controllata.

Considerando i numeri seriali, è un tasto che all’epoca ha riscosso un certo successo nelle vendite.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.






Two Early Model X. Japaned and DeLuxe (nichel finshed), made by Vibroplex.  1912
Two Early Model X. Japaned and DeLuxe (nichel finshed), made by Vibroplex. 1912


 

    Vibroplex – early Model-X

1912-1919

 

Il primo tasto semiautomatico con un unico punto di contatto.

Differisce dal brevetto n.457 presentato nel 1911.

Con questo particolare braccio sovrapposto, H. Martin riesce a far produrre i punti in automatico e le linee in modo manuale con un unico contatto.  Si tratta di uno tra i bug più complessi inventati da H. Martin.

Il primo modello di Model-X si contraddistingue per il braccio vibrante ed i pesi di sezione quadrata. Un ottimo tasto sotto ogni profilo.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 






One prototype made from Horace Martin into the Mecograph workshop 1913.
One prototype made from Horace Martin into the Mecograph workshop 1913.

 

 

    Mecograph. “Unusual” - Prototipo

1913

 

Si tratta di uno dei due prototipi (diversi tra loro) nati dopo l’acquisizione della Mecograph da parte della Vibroplex.

Dopo la Morte del titolare, la vedova Bellows ha venduto per 9.000$ la Mecograph alla Vibroplex. Nella vendita erano comprese le officine e gli annessi materiali ed attrezzature.

H. Martin appena entrato nelle officine Mecograph diede sfogo alla sua innata creatività cercando di fondere le due “culture produttive”. Questi prototipi non hanno mai raggiunto la vendita per svariati motivi, restando comunque degli importanti testimoni di questa fusione epocale che ha modificato in modo indelebile il destino della produzione telegrafica dell’epoca.

 

      Unico originale esistente al mondo                                                               Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

Two Early Blu racer made by Vibroplex.  1914 - The first up, have a first C Namplate S/N 55088
Two Early Blu racer made by Vibroplex. 1914 - The first up, have a first C Namplate S/N 55088

 

    Vibroplex – modello Blue Racer

1914 – 1967

 

Horace Martin cercando di andare incontro alle esigenze dei telegrafisti dell’epoca, nell’obbiettivo di creare un tasto di ridotte nel peso e nelle dimensioni, inventa il Blue Racer - corridore blu, per via del suo colore.


Si contraddistingue per le ridotte dimensioni della base e dei meccanismi, e dall’elevata velocità di trasmissione.

Un tasto per i “velocisti” dedicati alle linee telegrafiche più importanti.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

Royal L. Boulter

1914

Los Angeles California - USA

 

Questo tasto si contraddistingue per aver unificato il pendolo e la molla piatta in un unico corpo, il peso può essere sbloccato con un semplice movimento della mano al fine di regolare la velocità d trasmissione.

Un tasto molto valido, tant’è che la Vibroplex ha acquistato la Boulter poco dopo l’uscita di questo brevetto.

E’ un tasto rarissimo, se ne conoscono sole poche unità. 

 

   Copia fedele dell’originale eseguita da Ron Ayling G3YUH                                 Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

 

Abernathy

1916

Hampton city  Virgina - USA

 

Poco si conosce su questo piccolo semiautomatico, non si ha alcun dato su, se non che ne è stato rinvenuto uno nella collezione di Gil Sheleman K9WDY.

Si contraddistingue perché a introdotto un complesso leveraggio che comanda contemporaneamente il pendolo vibrante ed il suo contatto.

 

Copia dell’originale eseguita da Ron Ayling G3YUH                                           Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

Wirechief key or Up-right repro. This key is  made from Vibroplex. - A very first vertical bug.  1919
Wirechief key or Up-right repro. This key is made from Vibroplex. - A very first vertical bug. 1919

 

 

    Vibroplex, modello Up-right.

1917

 

Il primo tasto semiautomatico prodotto dalle officine Vibroplex di Horace Martin in versione verticale.  Comunemente denominato “Wire Chief bug” il tasto del capo, in quanto per l’elevato costo del tasto e per altre ragioni si vedeva solo sulle scrivanie dei “capi ufficio”.

Prodotto per soli due anni, se ne conoscono solo 19 esemplari al mondo, per questo è uno dei tasti più inusuali e ricercati al mondo.

Martin per andare in contro alle esigenze dei telegrafisti professionali, cercò di costruire un tasto che avesse il minimo ingombro sul tavolo dell’operatore , brevettato solo pochi mesi dopo il First Coffe. Un tasto dal progetto valido, prodotto ancora oggi dalle omonime officine.

Si contraddistingue per aver il pendolo vibrante in posizione orizzontale

E’ il primo semiautomatico a sfruttare il controllo della vibrazione.

 

  Copia fedele dell’originale eseguita da Martin Odenbach DK4XL                      Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

Vibroplex late model X or round shaffle., with original decal. 1919
Vibroplex late model X or round shaffle., with original decal. 1919


 

    Vibroplex – late Model-X

1919-1923

 

Con questo modello H. Martin, applica alcune modifiche che rendono più fluido l’utilizzo del tasto. Prodotto in soli quattro anni, si tratta di un tasto mediamente raro.

Il secondo modello di Model-X si contraddistingue per il braccio vibrante ed i pesi di sezione rotonda e per il fatto che le regolazioni seguono il movimento del pendolo.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 





Tinsley key repro.  May be Canadian origin.
Tinsley key repro. May be Canadian origin.

 

 

Tinsley

Primi anni 20°

Canada

 

La Tinsley è una Società Canadese che all’epoca costruiva apparecchiature elettriche e telegrafiche. Non si ha alcun dato su questo semiautomatico, se non che ne è stato rinvenuto uno nella collezione di Gil Sheleman K9WDY.

Si contraddistingue per aver dato alla molla piatta, la stessas funzione del pendolo vibrante. Si noti il peso agganciato proprio sopra la molla.

 

Copia dell’originale eseguita da Ron Ayling G3YUH                                           Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

The Bunnell Gold. 1920
The Bunnell Gold. 1920


 

    Bunnell.  Gold Bug

1920

New York – USA.

 

Si tratta di un tasto molto primitivo non facile da utilizzare, se non dopo averci speso del tempo per prenderne confidenza. Presenta un particolare sistema sulla molla di contatto che permette di generare dei punti (dit) perfetti. Il nome del tasto è stato oggetto di un acerrima guerra in sede giudiziale tra Vibroplex e Bunnell. Di fatto la Vibroplex voleva impedire l’uso della Bug alla Bunnel non riuscendo nel suo intento.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 






Cote bug. - O.E. Cotie, Canada 1920
Cote bug. - O.E. Cotie, Canada 1920


    O. E. Cote. Bug

1920

Canada.

 

Poco o quasi nulla si sa su questo rarissimo bug. Si è intuito dalla fattura che è un tasto di fine anni 20 di fattura Canadese. Riesce ad operare in modo stabile su una base circa di 2”.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 






National Transmitter Co. repro.   1920
National Transmitter Co. repro. 1920

 

 

    National Transmitter Co.

1920

Jeresy city N.J. - U.S.A.

 

Costruito su brevetto di Thomas J. Dunn, proprietario della Dunduplex, è il primo semiautomatico Americano con sviluppo verticale che si avvale del principio di tensione a rilascio. Un tasto rarissimo, se ne conoscono poche unità.

 

Copia fedele dell’originale eseguita da Ron Ayling G3YUH                                 Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

Ultimate Transmitter Co.  common named Utlimate key or 73 bug. Mini version.  1920
Ultimate Transmitter Co. common named Utlimate key or 73 bug. Mini version. 1920


 

Ultimate Transmitter e Co.  mod. Pocket

1925

California – USA.

 

La Ultimate Key, o 73 bug come viene comunemente denominato tra i collezionisti. Prodotto in una moltitudine di varie dimensioni e materiali utlizzati, in alcuni casi varia anche la meccanica ecc.

Il modello esposto è tra i più rari e significativi, tratta del pocket key mini, la versione più piccola “tascabile” appunto.

Và ricordato che all’epoca il bug era una dotazione personale del telegrafista che a fine turno, smontava e portava via con se il tasto.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 






Electro bug, made by Electro MfG Co.   1924
Electro bug, made by Electro MfG Co. 1924


 

    Electro MfG Co. modello Electro Bug.

1924 -34

Fresno CA - USA

 

La Electro MfG company, brevetta il primo tasto semiautomatico che unisce la bobina posto al fianco del pendolo, come regolatore di velocità per il pendolo.

L'esemplare qui esposto è completo della custodia originale in legno, delle istruzioni e della "Wedge" zeppa di collegamento ai terminali telegrafici.

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.






Vibroplex original, T-bar variation.  1926
Vibroplex original, T-bar variation. 1926


 

    Vibroplex, modello Original T-bar

1926-1979

 

Il modello Original, sostituisce il Martin Junior prodotto dalla UEM.

E uno dei progetti più riusciti e più venduti dalla Vibroplex. Basti pensare è ancora oggi in produzione, se pur con qualche piccola modifica tipo l'assembled frame.

L’esemplare esposto ha la cosi detta finitura Japaned e il particolare dumper a T.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 






Sematic Key, made by Signal Electric Co.  a versatile key used as Bug or Sideswiper.  1928
Sematic Key, made by Signal Electric Co. a versatile key used as Bug or Sideswiper. 1928


    Signal Electric.  modello Sematic

1928 -34

Menomenee city Michigan - USA

 

La Signal Electric ha introdotto per la prima volta questo tasto multifunzione, può operare sia come sideswiper che come bug.

Se ne conoscono poche unità.

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.





Kenco bug, made bu Ken more.  1930
Kenco bug, made bu Ken more. 1930

 

    Kenmore Co.  modello Monolever

1930

Menomenee city Michigan - USA

 

Il Kenko bug è stato commercializzato dalla Radio Shack di Boston.

Ne sono stati prodotti due modelli, il primo prodotto è il monoleva, qui esposto. Si contraddistingue per aver adottato e semplificato lo snodo del frame utilizzando un solo pivot.

Se ne conoscono pochissimi esemplari e risulta un tasto molto raro.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

 

Go devil, long version, a first Bug made from A.H. Hemory co.  1930
Go devil, long version, a first Bug made from A.H. Hemory co. 1930













Vibroplex coloured. Vibroplex intorduce as special order the coloured base.  1929
Vibroplex coloured. Vibroplex intorduce as special order the coloured base. 1929


    Vibroplex, coloured model

1929

USA

 

La Vibroplex introduce nel 1929 per la prima volta nel suo listino alcuni semiautomatici con base colorata. Se ne conoscono di colore blu, rosso e verde, la produzione durerà solo pochi anni per essere poi ripresa nel 1980 con i colori Marrone e Siena .

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.




 

 

Vibroplex Original green coloured.  1929
Vibroplex Original green coloured. 1929
Vibroplex Martin Junior model.  1934
Vibroplex Martin Junior model. 1934

 

        Vibroplex, modello Martin Junior.

1934-1939

 

Anche se la Vibroplex pone in vendita il Martin Junior dal 1934, tra i collezionisti si è rilevato che questo modello era disponibile come special order già dal 1920.

Si tratta in definitiva di un Original installato su una base più piccola da 2,5”.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

McElroy 1936 model. This havy key, as a particularity to operate also as straight key.
McElroy 1936 model. This havy key, as a particularity to operate also as straight key.


    McElroy, modello 1936

U.S.A.

 

Theodor McElroy era un valente telegrafista e pluricampione di velocità.

Nel 1934 inizia la produzione dei suoi tasti telegrafici diventando con il tempo un protagonista in fatto di produzioni telegrafiche.

I suoi tasti sono noti per la loro solidità.

La particolarità di questo tasto e che può essere utilizzato come semiautomatico, ma in caso di necessità, ponendolo su di un lato può operare come un classico tasto verticale.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 






McElroy 1939 model De Luxe or Marbelite.
McElroy 1939 model De Luxe or Marbelite.

 

    McElroy, modello 1939 De Luxe

U.S.A.

 

Simile al modello 1936, con piccole differenze meccaniche, si evidenzia dal precedente modello per l’adozione della nuova finitura “marmorizzata”.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

Vibroplex Zephyr, replace model Martin Junior.  1940
Vibroplex Zephyr, replace model Martin Junior. 1940



John Pinelli key, repro. 1943
John Pinelli key, repro. 1943

 

 Pinelli, modello Speed Key

1943

USA

 

Jhon Pinelli, di chiare origini Italiane, ha ricevuto dall’ufficio brevetti Americano nell’Agosto del 1943 il numero di brevetto 2,325,631 per questo Speed Key “per applicazioni “Navali”. Pinelli ha cercato con una serie di leveraggi, di minimizzare l’ingombro del tasto semiautomatico inserendo il pendolo vibrante nel mezzo della leva di comando. Si conosce un unico esemplare. 

Copia dell’originale eseguita da Ron Ayling G3YUH                                            Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

Vibroplex De Luxe, model Presentation.  1948
Vibroplex De Luxe, model Presentation. 1948








Dow key, bent frame model.  Canada 1945
Dow key, bent frame model. Canada 1945

 

    Paul Dow, modello bent frame

 1945

Winnipeg Canada

 

Il primo tasto semiautomatico ergonomico.

Paul Dow valente telegrafista Canadese, dopo il suo ritiro dal lavoro ha iniziato ha produrre una serie di tasti in parte ispirati ai modelli Vibroplex, con due eccezioni rilevanti.

Il Bent frame appunto (frame piegato) è stato prodotto con un angolazione di 15 gradi in modo da assecondare la naturale posizione del polso del telegrafista. E’ un tasto molto ricercato, se ne conoscono solo 20 esemplari, di cui la metà in possesso, come ricordo, dalla famiglia Dow.

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

Dow Key, Universal model.  Canada  1949
Dow Key, Universal model. Canada 1949

 

    Paul Dow, modello universal

 1949

Winnipeg Canada

 

Seguendo l’evoluzione del Little Triplex (1920) Paul Dow elabora questo nuovo tasto semiautomatico, che mediante alcune regolazioni può essere utilizzato indifferentemente sia in versione destra che in versione sinistra, oltre che come verticale puro.

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

Dentsu Seiki BK 50 model.   JAPAN  1953
Dentsu Seiki BK 50 model. JAPAN 1953

 

    Dentsu Seiki. modello BK50.

1953-64

Japan

 

Mr. Takatsuka crea questa nuova struttura di semiautomatico definito “di tipo compatto”, sarà la base per ulteriori imitazioni. Apporta come novità l’aver inserito tutte le regolazioni meccaniche su due barre laterali che fungono da cintura per le parti in movimento.

Il modello esposto è uno dei primi prodotti denominato “Swallow”.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 






Breedlove key, repro.  1969
Breedlove key, repro. 1969

 

Breedlove   “Codetrol”

1950

Atlanta GA - USA

 

Bernard Breedlove ha ideato una serie di tasti semiautomatici dal desing unico, tutte le parti in movimento sono contenute all’interno di un involucro. tutti contenuti in un involucro. Questo tasto in particolare si contraddistingue per avere due pendoli che lavorano a diverse velocità, la velocità di trasmissione si può variare, spostando il solo cursore frontale .

 

  Copia fedele dell’originale eseguita da Ron Ayling G3YUH                                                  Collezione C. Ruggieri IZØKRC.






  

    A/E co., Original nichel plate.

Pre-WWI°

Chicago U.S.A.

 

La Società A/E company risulta essere una società controllata dalla A.to.Z. Novelty di Chigaco. Si tratta di una copia del Vibroplex Original prodotta dopo la scadenza dei relativi brevetti.

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

 

A.To.Z. Novelty, Original Improved.

1908 - 1914

Chicago U.S.A.

 

Si tratta di un modello prodotto dalla A.to.Z. nella cui etichettà si dichiarava sfacciatamente che era un clone Vibroplex Migliorato.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 






 

    A.To.Z. Novelty, Original legalizzato.

1908 - 1914

Chicago U.S.A.

 

La Società A.To.Z, dalla A alla Zeta è nota per aver prodotto dei Bug illegali, cloni dei Vibroplex.

Il tasto in oggetto è una copia legalizzata di un Orginal Nichel Plate.

LA Vibroplex, per “mano” di J.E.Albright, socio finanziario di Horace Martin, dopo una dura campagna legale riuscì a far diventare illegali molti bug, rendendoli vietati nell’uso presso gli uffici telegrafici.

J.E.Albright, propose una “sanatoria” verso i bug prodotti in modo illegale. Per il costo di 2$ apponeva una targa in metallo dove si dichiarava che il tasto era abilitato all’uso, ma che non si garantivano eventuali malfunzionamenti, una astuta intuizione commerciale.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.






 

    A.To.Z. Novelty, Double Lever legalizzato.

1908 - 1914

Chicago U.S.A.

 

La Società A.To.Z, ha prodotto una serie di cloni della Vibroplex.

Nella fattispecie si sono ritrovati cloni di Original, Double Lever e Model-X. In questo caso si può osservare un clone Double Lever con etichetta di legalizzazione all’uso, tasto molto difficile da trovare.

 

Collezione C. Ruggieri IZØKRC.

 

 

 

 

 

 

 

 Lo sviluppo del tasto semiautomatico

 

 

 

I tasti semiautomatici in Australia ed Europa.

 

La patria del tasto semiautomatico è indubbiamente tutta nord Americana, lì si concentra la massima diversificazione sul progetto.

L’Australia però non è da meno, sicuramente meno prolissa ma con dei brevetti dal design molto particolare, come a rispecchiare la particolare natura del loro territorio, ricco di piante ed animali unici al mondo.

Non a caso nasce in Australia il primo tasto automatico completamente meccanico, l’Automorse. La virtù di questo primato e dovuta dal fatto che negli Sati Uniti d’America, si è sempre usato il codice morse Americano, mentre in Australia si è sempre utilizzato il codice morse continentale, cioè quello usato in tutto il resto del mondo. I due codici si differenziano per alcune lettere e numeri, che nel codice americano si componevano variando la lunghezza della linea, motivo per cui il tasto automatico non si poteva sviluppare in U.S.A.

 

Anche se in ritardo il semiautomatico fu sviluppato in diversi paesi Europei, i progetti più complessi e per certi versi innovativi si sono sviluppati in Germania. Per dovere di cronaca l’Italia in questo settore ha espresso molto poco, l’unico esempio di tasto semiautomatico si è sviluppato sul fine degli anni cinquanta, Le officine O.M.L. di Linate Milano misero in produzione due modelli di tasto semiautomatico, denominati Vibrax 2 e 3, quest’ultimo fu costruito in un lotto di 50 esemplari dietro commissione dell’allora Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. L’ordinativo aveva come scopo di inserire in via sperimentalmente alcuni di questi tasti in alcuni uffici postali principali e nella stazione telegrafica di Roma Radio, un progetto di ammodernamento nato in ritardo ed arrenato, in quanto all’epoca si era appena sviluppato il Paddle con l’uso del Keyer elettronico, naturale erede del bug.

 

            

 

 

 

 

Museo Storico della Comunicazione del MISE di ROMA – II° Convegno Telegrafico Nazionale