Il semiautomatico ed il centenario della fusione tra Vibroplex e Mecograph

 

Prima di iniziare questo percorso dedicato al semiautomatico, ritengo doveroso domandarci del perché si è sviluppata l’esigenza di inventare uno strumento diverso dal classico tasto verticale ?

All’epoca in uso già da alcuni decenni.

Ma anche del perché questa esigenza si è sviluppata proprio in America ?

Credo che la risposta sia nella diversa impostazione che vi era tra i telegrafisti del vecchio continente europeo e quella dei loro colleghi “americani”.

Nell’impostazione “americana” venivano usati  tasti a "basso profilo", il pomolo infatti era a pochissima distanza dal piano del tavolo di lavoro (vedi ad esempio la serie dei J-37 militari).

Il tasto era disposto lontano dal margine del tavolo e l'operatore teneva il braccio allungato con il gomito appoggiato al piano di lavoro.

Il risultato era il glass arm.

La manipolazione “inglese” come quella italiana, prevedeva invece tasti a "profilo alto" (vedi ad esempio il nostro postale).  Il tasto veniva posto al margine del piano di lavoro, cosicché il braccio dell’operatore rimaneva libero nell'aria durante la trasmissione.

 

Non so quanto consciamente, ma questa impostazione ha evitato a noi europei le patologie che tanto affliggevano gli americani.

 

Ecco i motivi per cui gli americani per primi si ingegnarono nell’uso dei vari tasti orizzontali.

 

Il loro obbiettivo primario era quello di poter aiutare il telegrafista professionale a contrastare la sindrome del tunnel carpale o glass-arm (sindrome, tornata in auge ai giorni nostri con l’ uso intensivo del mouse).

 

Negli Stati Uniti nascono quindi i primi rudimentali tasti orizzontali, prima i sideswiper e successivamente, nei primi anni del novecento i semiautomatici.

 

Come noto nasce prima il semiautomatico elettromeccanico, e poi il semiautomatico completamente meccanico.

 

 

Visto con occhi moderni questa evoluzione all’inverso potrebbe sembrare un  anacronismo, ma se si analizzano meglio i contesti dell’epoca ben si comprende che “l’elettricità in genere” era ai suoi albori e le celle voltaiche o batterie erano pesanti, ingombranti, di scarso rendimento, costose e di difficile gestione,  tant’è che il semiautomatico completamente meccanico soppiantò velocemente l’elettromeccanico.

 

 

 

 

Autoplex   -   Horace G. Martin   1903

Nasce il primo semiautomatico elettromeccanico .

                                                         

Autoplex III° serie DK4XL
Autoplex III° serie DK4XL

 

L’Autoplex è quindi il primo tasto semiautomatico elettromeccanico, creato da Horace Greeley Martin, fondatore della  Vibroplex.

 

 

Il progetto sfrutta di per se un principio di base molto semplice e già utilizzato in precedenza in altro campo.    Se si analizza in dettaglio il sistema di azionamento dei campanelli di allarme già utilizzati negli impianti anti incendio, si vedrà una stretta analogia con il sistema di base sviluppato da Horace Martin.

In definitiva si è impiegato lo stesso circuito di una suoneria elettromeccanica.

L’ elettromagnete quando eccitato, attrae a se un batacchio a molla.

 

Quando questo circuito s’ interrompe, il batacchio viene rilasciato dall’elettromagnete permettendo alla molla di riportare il batacchio nella sua posizione originale, quando si ristabilisce la chiusura del circuito, l’elettromagnete attrae di nuovo verso se il batacchio, per poi ripetere il movimento con una cadenza ciclica e a comando.

 

Nel caso dell’Autoplex, invece di suonare una campana od un campanello, si dà il contatto ad un oscillatore che determina l’emissione di uno o più punti sequenziali a seconda dei comandi che l’operatore fornisce all’Autoplex.

 

I punti si formano spostando verso sinistra la leva principale di comando, mentre spostando la leva di comando al lato opposto si compongono le linee.

 

Un dato essenziale per comprendere il complesso impianto dell’Autoplex è che l’emissione sia dei punti che delle linee viene sempre generato in modo elettromeccanico.

 

Vi è quindi una doppia serie di elettromagneti e assi, uno per i punti e l’altro per le linee.

Per regolare la velocità di emissione sia per i punti che per le linee, si deve agire regolando separatamente alcune viti e spostando i due relativi pesi.

 

 

L’ Autoplex è stato prodotto in tre modelli con due brevetti richiesti da Martin (vedi brevetto figure 1 e 2).

 

Figure 1 e 2 Brevetti depositati per l'Autoplex 732648-1903  e 767302-1904.
Figure 1 e 2 Brevetti depositati per l'Autoplex 732648-1903 e 767302-1904.

 

Come già menzionato il limite di questo brevetto era insito, nell’alto costo di manutenzione,  nella grande rumorosità e nell’alto costo di acquisto .

 

E’ bene ricordare che i primi Autoplex venivano venduti al costo di 25$ e che il salario di un normale telegrafista dell’epoca prendeva una paga di 10$ a settimana.

Erano quindi necessarie oltre due settimane di lavoro per acquistare il solo Autoplex,  senza contare poi il costo delle celle voltaiche (normalmente a carico del telegrafista) e la conseguenti e repentine sostituzione delle stesse.

 

I primi semiautomatici invece venivano venduti intorno ai 10 $, e si potevano acquistare con una sola settimana di lavoro.

 

All’epoca Martin vendeva e pubblicizzava l’Autoplex in tutti raduni “telegrafici” degli Stati Uniti d’America, e nonostante i successi, aveva già compreso i limiti dell’Autoplex e già studiava nell’intimo delle sue officine un tasto semiautomatico completamente meccanico.

 

Nel 1904 infatti ci fù una vera e propria corsa al brevetto per sviluppare un vero e proprio tasto semiautomatico completamente meccanico .

 

 

 

 

 

First Coffe  -  William O. Coffe   1904

Nasce il primo bug completamente meccanico

 

Tasto denominato” first Coffe” in onore del suo ideatore, Mr. William O. Coffe.

Coffe, che in accordo commerciale con Benjamin Beelows fondarono la società Mecograph.

 

Come si evince dai disegni di brevetto depositati dal William O. Coffe, il tasto si compone di poche semplici parti. Fig.3

 

 

Figura 3. First Coffe brevetto n.812183 depositato nel 1903 e rilasciato nel 1906 .
Figura 3. First Coffe brevetto n.812183 depositato nel 1903 e rilasciato nel 1906 .
Figura 4. First Coffe, riproduzione di Ron Ayling G3YUH.
Figura 4. First Coffe, riproduzione di Ron Ayling G3YUH.

 

L’elemento principale e distintivo del tasto è il suo pendolo verticale.

Il suo moto è il fulcro del progetto di Coffe.

E bene far notare che il primo semiautomatico è basato sul principio cosiddetto a rilascio.

Quando l’operatore aziona la leva di comando verso destra , il pendolo viene liberato entrando in vibrazione.

Quando l’operatore rilascia la leva di comando, la stessa per forza di una molla ritorna nella posizione originale bloccando il pendolo e fornendo al pendolo stesso una nuova pre carica per future operazioni.

Le linee vengono semplicemente generate spingendo la leva di comando del braccio principale verso sinistra.

Come è possibile vedere lo snodo che permette all’operatore di spostare la leva di comando a destra o sinistra durante le operazioni è formata da una primitiva molla piatta, che poi nei tasti più evoluti sarà sostituita da una cerniera.

 

Un'idea quindi molto semplice ed  intelligente che ha causato di sicuro a Horace Martin molte notti insonni.

 

 


Vibroplex e Mecograph

 

Si dice che Horace Martin aveva progettato ma senza brevettare, un tasto molto simile a quello di Coffe, ma che nell’intento di migliorarlo meccanicamente aveva di fatto ritardato la richiesta di brevetto.

Non ci sono prove su questo particolare, ma solo supposizioni.

Quindi con lo scarto di pochi mesi, Martin presento la sua domanda di brevetto fig. 5

                                    

Figura 5. Brevetto Martin Vibroplex n.84152 richiesto nel Maggio 1905 e rilasciato nel 1907.
Figura 5. Brevetto Martin Vibroplex n.84152 richiesto nel Maggio 1905 e rilasciato nel 1907.

Nasce il suo primo semiautomatico “Vibrante”, denominato Martin Vibroplex, che poi assumerà la denominazione di Original.

 

L’ Original è prodotto ancora oggi dalla Vibroplex e nel corso di oltre 100 anni dalla sua apparizione sul mercato a subito solo delle piccole modifiche dettate da logiche  economiche e commerciali, ma l’impianto progettuale è rimasto sostanzialmente immutato a conferma della bontà del progetto.

 

Horace Martin dopo il brevetto di Coffe ebbe di sicuro la spinta a migliorare il brevetto e  semplificare il brevetto appena nato.

 

Con il suo nuovo brevetto Martin riesce proprio a centrare perfettamente questo obbiettivo.

 

Modifica il braccio vibrante da verticale ad orizzontale, aggiunge una molla piatta al braccio vibrante ed adotta come fulcro del suo progetto il principio dell’azione controllata.

Nasce così il primo brevetto per un tasto semiautomatico a vibrazione controllata e non più a rilascio, come il precedente brevetto di O. Coffe.

 

 

Figura 6. Martin Vibroplex, targa modello A1.
Figura 6. Martin Vibroplex, targa modello A1.

 

Martin aggiunge alla parte del braccio principale che guarda verso l’operatore una cerniera al posto della semplice molla piatta, facilitando l’operatività. Aggiunge inoltre un accessorio fondamentale, il dumper utile a smorzare la corsa del braccio.

 

Tutti queste migliorie erano si mirate a minimizzare l’ingombro del tasto, ma anche a migliorarne l’affidabilità ed a mantenere bassi i costi di produzione al fine di contrastare la concorrenza degli agguerriti produttori dell’epoca.

 

 

Mecograph, dopo aver visto il successo commerciale della Vibroplex, costruì altri modelli di Bug, semplificati rispetto al primo Coffè, ma sempre basati sul principio del rilascio. Figure  6 e 7.

 

 

Figura 6. pubblicità dell'epoca del nuovo Mecograph No.03 .
Figura 6. pubblicità dell'epoca del nuovo Mecograph No.03 .
Brevetto con evoluzione e semplificazione del Mecograph No.03 denominato "Coust Reduce" .
Brevetto con evoluzione e semplificazione del Mecograph No.03 denominato "Coust Reduce" .

Dopo i problemi economici di Horace Martin e J.E. Albright era divenuto proprietario della Vibroplex e Horace Martin il Presidente.

Albright abile e noto commerciante, divenne quindi proprietario dei brevetti Vibroplex, e come prima azione entrò subito in una causa per violazione dei brevetti sia verso la Mecograph, che verso gli altri produttori di semiautomatici, vedi AtoZ ecc..

Di fatto la linea di Albright fu quella di contrastare a suon di carte bollate i concorrenti, screditandoli anche a mezzo pubblicitario. Tutto pur di vendere e promuovere i prodotti della Vibroplex.

Come andarono poi a finire le vicende giudiziarie tra Mecograph e Vibroplex ?

Nel 1907, in appello venne riconosciuta la paternità del semiautomatico alla Mecograph, ma fù una sentenza un “po’ particolare”, perché pur dando il merito del primato alla Mecograph, di fatto non interdiva la produzione alla Vibroplex per questioni commerciali.

Queste scaramucce legali non impediranno alla fine a nessuno di vendere i propri prodotti e da questo scaturirà una vera e propria guerra commerciale tra Vibroplex e Mecograph basata sulla politica dei prezzi.        

La Vibroplex più dinamica commercialmente grazie alla scaltrezza di Albright e con apparecchiature più semplici da regolare, almeno a primo impatto visivo, riesce a stringere ottimi contratti commerciali con  le maggiori compagnie telegrafiche Americane, tra cui la grande Western Union.

 


Albright riuscì in forza di questi accordi ad imporre il divieto di uso dei tasti non coperti da brevetto. Anche in questo Albright riesce a dimostrare tutta la sua maestria in fatto di business.

 

J.E. Albright, placca di legalizzazione dal costo di 2$ .
J.E. Albright, placca di legalizzazione dal costo di 2$ .

 

Invece di far gettare via centinaia di tasti definiti bastardi “bastard bug”, crea un’etichetta dal costo di 2 dollari da far apporre sui tasti illegali legalizzandone l’uso, ma senza fornire garanzie sul funzionamento.

Un’intuizione GENIALE!

La guerra commerciale tra Mecograph e Vibroplex cessò con la morte del suo proprietario Benjamin Bellows.

Albrigth acquisto dalla vedova Bellows laMecograph per soli 9.000 dollariassorbendo i brevetti e l’officina, era l’anno 1913.

Inclusi con la vendita vi erano anche una fornitura di tasti incompiuti e molto materiale  pronto per l’assemblaggio.

 

Sebbene lo scopo dell'acquisizione era quello di mettere fuori dal mercato un concorrente, non vi era ragione per non recuperare una parte del costo di acquisizione.

 

Albright e Martin diedro il via ad utilizzare le scorte di magazzino per  completare i tasti incompiuti ed avviarli alla vendita.

 

Questa operazione durò all’incirca due anni 1913 – 1915, anni in cui si trovarono in commercio i tasti della Mecograph insieme a quelli Vibroplex.

 

Ho trovato personalmente un importante riscontro all’interno di libro d’epoca con la    sensazionale pubblicità in cui la Vibroplex propone in vendita  contemporaneamente i suoi tasti insieme a quelli della Mecograph.

Figura. 9 

 

 

Fig. 9 - Pubblicità d'epoca con vendita in contemporanea di tasti Viboplex e Mecograph.
Fig. 9 - Pubblicità d'epoca con vendita in contemporanea di tasti Viboplex e Mecograph.

 

Con questo nuovo ed importante acquisto, Horace Martin ebbe a disposizione non solo i brevetti , ma anche l’officina Mecograph completa di tasti incompiuti e di molte parti pronte per essere assemblate.

 

Questi fattori devono aver  stimolato e non poco la  fantasia di Horace Martin.

 

Horace Martin con l’acquisto della Mecograph ha avuto tre fasi ben distinte :

 

  1. La prima fase è stata quella della novità e della sperimentazione, con la prova di alcuni prototipi. Si può ben ipotizzare che questa fase si sopì per evitare di mettere in commercio nuovi tasti concorrenti con la Vibroplex;
  2. La seconda fase è stata quella dell’assemblaggio e della vendita di tutte le parti rimaste nelle officine Mecograph al fine di massimizzare l’investimento;
  3. La terza fase, si sviluppa con il solo fine  di poter piazzare sul mercato tutte le rimanenze dell’officina Mecograph, iniziando a integrare le carenze con parti Vibroplex, creando  alcuni tasti definiti “fuori serie” e non solo.

Martin inizialmente preso dal suo estro provò dei nuovi modelli, forse da affiancare alle produzioni Vibroplex,(ricordiamoci che in quel momento Martin era in un periodo di massima creatività) ma poi qualcosa ha arrestato il suo guizzo inventivo.

Ripeto siamo nel puro campo delle ipotesi, ma forse la pragmaticità e la visione puramente economico-commerciale di Albrigth può essere stato il freno alla fantasia di Horace Martin.

In effetti all’epoca la Vibroplex aveva raggiunto il pieno dominio sul mercato, offrendo una completa e vasta scelta di modelli, oltre al primo Martin Vibroplex erano già stati brevettati e immessi sul mercato con successo il doppia leva 1907, ed il  Model-X 1911, il Blueracer uscirà di lì a poco nel 1914.

Perché aumentare la produzione con nuovi modelli ?

La cosa avrebbe solamente richiesto un magazzino ed un officina ancora più grandi e con essi anche più personale.

Forse questo può essere stato il motivo che di fatto ha relegato i nuovi esperimenti di Martin nella sola officina di produzione, senza riuscire a varcare le soglie della produzione e sondare le preferenze del mercato……

Un esempio della prima fase, relativa alle prove che Hrace Martin ha condotto nella nuova officina Mecograph è il seguente Prototipo.

 

 

 

Tratto dal sito del Prof. Tom Perera W1TP:  http://www.chss.montclair.edu/~pererat/m8000.htm

 

oppure da quest'altro sito visualizzando il tasto No.7146 :

http://www.w1tp.com/m8000.htm

 

Appunti ripresi e tradotti direttamente dal sito del Prof Perera W1TP

Tasto Mecograph n. 7146.

 

7146a very unusual Mecograph
7146a very unusual Mecograph

 

“Rare right-angle Mecograph bug with round shaft and round weights. Vibrating pendulum like Vibroplex. It is similar in general design to the Mecograph 1908 but it has a different frame. This key was probably made at the time that Vibroplex took over Mecograph and may have been an attempt to simplify the Mecograph designs which were developed to circumnavigate the Vibroplex patents. This key works exceptionally well and has a particularly light, crisp, and smooth action.”

 

Traduzione :

Raro Bug Mecograph ad angolo retto.
L’asse del braccio principale è a sezione rotonda, come anche il peso.
Il pendolo è vibrante come i tasti della Vibroplex.Nel disegno principale è un Mecograph n.03 del 1908 (base e componenti in metallo), ma con una cornice diversa.  Questo tasto è stato probabilmente fatto al momento in cui la Vibroplex ha rilevato la Società Mecograph,o potrebbe essere stato un tentativo di semplificare i disegni della Mecograph o di  by-passare  i brevetti della Vibroplex.

 

Questo tasto funziona particolarmente bene e ha una manipolazione particolarmente leggera fluida.

 

7146a very unusual Mecograph
7146a very unusual Mecograph
7146b very unusual Mecograph
7146b very unusual Mecograph
7146c very unusual Mecograph
7146c very unusual Mecograph
7146d very unusual Mecograph
7146d very unusual Mecograph

Questo è quanto scrive sul suo sito il Prof. Tom Perera W1TP descrivendo questo prototipo.

Cosa possiamo aggiungere in più  ?

Pur tenendo presente la mia modesta preparazione, il tasto si presenta molto veloce in trasmissione, tant’è che un  precedente proprietario, ha aggiunto al braccio principale un ulteriore peso che ho lasciato per opportunità.  Questo a dimostrazione della sua velocità di trasmissione

 

L’esigenza di approfondire le intuizioni del Prof. Perera per comprendere da dove poteva esser partito Horace Martin per arrivare a questo prototipo non è nata subito, ma l’origine della mia curiosità e dei miei dubbi nasceva dalla curiosa sovrabbondanza di fori che presentava la base del prototipo, ma non avendo altro con cui riscontrare questo, lascia tutto fermo per molti mesi. Con l’arrivo del mio primo Mecograph right angle No.03, quello definito “all brass” tutto rientrò in gioco dando così inizi ad alcune comparazioni.

 

 

Foto del prototipo completamente disassemblato per le comparazioni.
Foto del prototipo completamente disassemblato per le comparazioni.
Foto delle basi sovrapposte (No.03 All brass su Prototipo) per le comparazioni.
Foto delle basi sovrapposte (No.03 All brass su Prototipo) per le comparazioni.

 

Come prima cosa ho iniziato un indagine visiva, rilevando analogie tra le due basi e la corrispondenza con alcuni fori. Ho iniziato così lo smontaggio completo dei due tasti, provando a rimontare l’hardware del prototipo, sulla base del modello No.03. Ho  così scoperto  che la cosa è fattibile, ma non riproducibile al contrario, per l’ovvia assenza dei fori che Martin aggiunse alla base originale per dare il via alla realizzazione del prototipo.

 

 

 

Foto dei componenti del Mecograph No.03 “ll brass” installate sopra alla base del prototipo.
Foto dei componenti del Mecograph No.03 “ll brass” installate sopra alla base del prototipo.
Foto dei componenti del Mecograph No.03 “ll brass” installate sopra alla base del prototipo.
Foto dei componenti del Mecograph No.03 “ll brass” installate sopra alla base del prototipo.

 

Questo giustifica il perché sono presenti nel prototipo tutta una serie di fori “liberi”, di fatto sono i fori che le officine Mecograph praticavano alla base originale per equipaggiarla con l’Hardware del Mecograph No.03. La differenza di materiale tra le due basi a confronto è giustificato dal modello in uso al prototipo, il terzo tipo di Mecograph N0.03 quello definito “all steel” .

 

 

 

 

Foto con basi sovrapposte ed evidenza della corrispondenza dei fori tra le due basi.
Foto con basi sovrapposte ed evidenza della corrispondenza dei fori tra le due basi.

 

Questa è la riprova di quanto afferma il Prof. Perera W1TP sul suo sito, Horace Martin ha semplicemente avuto sotto mano le parti incompiute  delle officine Mecograph e con la disponibilità di queste parti ha provato a semplificare il progetto originario.

L’unica cosa certa è che questo tasto è rimasto nello stato embrionale di prototipo, senza seguito alla produzione.

Questo tasto oggi qui esposto e definito dal prof. Perera “very unusual Mecograph” o semplicemente prototipo , è l’unico esemplare  arrivato a noi oggi.

Se vogliamo analizzare un altro esperimento, dell’influenza “Mecograph” nell’attività di Horace Martin,   possiamo analizzare velocemente questo insolito tasto detenuto da Tom French W1IMQ e denominato Vibroplex Premier.    http://vintagevibroplex.com/

 

 

 

 

 

Un altro prototipo nato dal “matrimonio” tra Vibroplex e Mecograph

Dl sito di Tom French Q1IMQ , link : http://artifaxbooks.com/vibroplexpremier.htm

 

 

Perché Tom French  ha denominato questo tastoVibroplex premier ?

 

 

Foto Vibro-Premier. W1IMQ
Foto Vibro-Premier. W1IMQ

 

Per chi si è addentrato un po’ nella storia dei semiautomatici la risposta viene quasi spontanea. L Mecograph nel 1911, quindi poco prima della sua vendita alla Vibroplex, aveva immesso sul mercato il suo primo tasto  cosiddetto “in linea“, imitando i tasti della concorrenza con il fine di ridurre i costi di produzione e contrastare l’ascesa della Vibroplex nella guerra dei prezzi. Il nome di questo ultimo nato in casa Mecograph era il “premier”.

 

 

Foto Mecograph Premier.
Foto Mecograph Premier.

 

Cosa ipotizza Tom French W1IMQ ?

Poiché il suo prototipo non è stato mai pubblicizzato e nulla è stato trovato negli scritti storici della società Vibroplex al riguardo, le sue conclusioni sono basate sulla storia della società Mecograph.

Le possibili ipotesi sono :

 

  • Tasto prodotto per elaborare un nuovo tasto
  • Tasto prodotto per pura da collezione(poco plausibile dal mio punto di vista).

 

Come argomenta Tom,  si può affermare che è una produzione Vibroplex e non Mecograph .

 

Perché questa affermazione ?

I due prototipi qui analizzati sono legati dal medesimo destino “temporale” eppure vi sono differenze sostanziali tra i due.

 

L’impianto meccanico del Vibroplex Premier è il medesimo del Mecograph Premier, ma si differenzia da esso per i seguenti punti :

 

-         per essere installato su una base di produzione Vibroplex.

 

-         I terminali sono comuni a quanto produceva Martin/Albright e quindi differenti dai terminali in uso alla Mecograph.

 

-         Il pendolo è più spesso ed ha la medesima misura di quello in uso nel model X. (al momento in cui Tom ha ritrovato questo prototipo in un fleamarket americano, il tasto non aveva il suo peso. Tom ha quindi aggiunto il peso al tasto inserendo semplicemente un peso di un normale model X prodotto nel 1913, si è adattato perfettamente, (vedi foto).

 

-         Le viti del perno superiore (pivot) sono simili a quelle in uso alla Vibroplex, dissimili quindi da  quelle in uso in Mecograph.

 

-         Il circuito di chiusura e posto dietro al frame e con il medesimo pomello in uso al model-X, mentre nel Mecograph Premier ha la leva di chiusura sul lato sinistro del frame.

 

 

-         Il pezzo centrale a forma di U, che porta le viti di regolazione per la corsa del pendolo è in un unico pezzo, simile a quella adottato sul brevetto del primo Model-X o brevetto 457, la Mecograph assolve a questo compito con due piloni distinti posti subito dopo il frame ed al fianco del pendolo.

 

 

Particolare Frame con brevetti Mecograph.
Particolare Frame con brevetti Mecograph.


 
 

 

-         Le viti dei piedi sporgono nella parte superiore della base e sono fissate con dei dadi esagonali al pari di un Model X, la Mecograph ha dei fori filettati che non trapassano la base.

 

-         La finitura della base, blu cobalto data sopra al colore nero era una finitura che verrà  utilizzata di lì a poco sul blu-racer (1914).

 

-         I resti di una decalcomania Albright sono sulla base, ed è identica a quella utilizzata nei primi Bluracers.


Anche se è stata utilizzata la decalcomania Albright, il lato del Frame principale è marcata sul lato, come in uso alla Mecograph e riporta la seguente scritta :

“MECOGRAPH / BREVETTI 13 FEB ’06; 28 MAGGIO ’07; 05 MAGGIO’ 08 e 09 NOV ’09 ”

 

 

Senza dubbio la Vibroplex ha voluto preservare i diritti di brevetto che aveva acquisito e così ha contrassegnato la chiave con i brevetti Mecograph pur utilizzando l’hardware Vibroplex.

 


Il numero seriale è situato sul supporto ad U, quello che regola la corsa del pendolo, l’ S/N è C564. 

 

 

Particolare serial number stampato sul supporto di regolazione a U.
Particolare serial number stampato sul supporto di regolazione a U.

 

Questo sistema di catalogazione era in uso alla Vibroplex, una lettera che precede un numero, ad esempio il seriale B è stato utilizzato poco dopo nei  primi Bluracer ecc.

Questa tasto è l'unico esempio noto arrivato a noi oggi.

Tutto quello che scrive Tom W1IMQ è frutto di giuste osservazioni, ma ora possiamo entrare meglio nel dettaglio aggiungendo ulteriori considerazioni proprio ponendo a confronto i due prototipi sopra descritti.

Partiamo dalle basi.

 Il prototipo Mecograph “unusual Mecograph” nasce da componenti Mecograph,  ad esclusione delle sole due viti di contatto di punto e linea, formate da godrone a disegno Vibroplex e filettatura Mecograph, (L’adozione di filettature fuori standard è stato da sempre un espediente di varie ditte per obbligare i clienti a rivolgersi alle officine originali e quindi di acquistare sempre da loro i ricambi, quindi le filettature Vibroplex e Mecograph differiscono tra loro) tutto il resto dei componenti per forma e design sono Mecograph, come lo sono il pendolo a squadro, la base e la sua finitura.

La novità unica per questo tasto è l’insolito ed unico dumper aggiunto e la semplificazione dell’impianto meccanico che  passa dal sistema a rilascio in uso con il Mecograph No.03, alla vibrazione controllata in suo alla Vibroplex. Un prototipo che Martin ha sviluppato con sicuramente nelle officine Mecograph.

Il prototipo di Tom French viene assemblato invece su una base in ghisa e finitura blu-cobalto,  tipica della Vibroplex, l’hardware è di fattura Vibroplex, l’impianto meccanico invece  rispecchia praticamente quello Mecograph premier.

Si può ben ipotizzare che Martin ha prodotto questo Vibroplex premier direttamente nelle officine Vibroplex provando a trasportare in esse l’esperienza della Mecograph.

Se vogliamo disquisire sul tema, azzarderei nell’affermare che i due prototipi sono figli di uno stessa matrice (il genio di Horace Martin), nati però da due padri diversi (le officine).

La paternità del Premier ha una valenza Vibroplex, mentre l’”inusuale Mecograph” ha una paternità Mecograph.

Qualcuno però potrebbe obbiettare che alla fin fine entrambe sono l’espressione di un’ibridazione, o meglio l’espressione di una fusione “culturale”.

Su questo tema credo che si potrebbe intavolare un discorso difficile e senza via d’uscita, al pari della stessa definizione del sesso degli Angeli.

Lascio perciò alle vostre sensibilità e conoscenze il gravoso compito delle attribuzioni di paternità.

Quello che è invece possibile affermare è che a seguito dell’eccezionalità di un evento, nel 1913 Horace Martin riesce a mettere cuore e testa nelle officine del suo più grande concorrente “fondendo” grazie alla sua innata creatività due diverse culture costruttive che si sono materializzate nei due straordinari prototipi.

Senza la vendita della Mecograph e l’estro di Horace Martin, oggi non avremmo avuto con noi questi due campioni.

Campioni che considero come due testimoni del tempo trascorso, che ci consegnano l’epilogo di un’ evento storico occorso precisamente 100 anni fa.

Un epilogo che ha modificato in modo indelebile il destino del mercato telegrafico dell’epoca decretando la Vibroplex come campione assoluto.

 

Concludo, riportando tra le varie ibridazioni eseguite nella cosidetta “ terza fase”, un eccezionale foto di un raro, se non l’unico esempio di Model–X con base a finitura denominata “tiger stripe”, tipica della Mecograph.

 

 

 

Vibroplex Model-X con finitura Tigerstripe, esclusiva Mecograph.  Prop. K1BH Billy Holy
Vibroplex Model-X con finitura Tigerstripe, esclusiva Mecograph. Prop. K1BH Billy Holy

 

Una curiosità su questa particolare finitura, non è eseguita con un gioco di vernici, ma con una doppia ossidazione e successivo asporto del secondo strato di ossido in modo da dare al tasto la famosa finitura a strisce tigrate.

Il tasto  visibile al seguente link :

http://w1tp.com/mbh.htm

 

 

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Ringraziamenti :

Prof Tom Perera W1TP, per avermi autorizzato ad utilizzare i riferimenti e le foto contenute nel suo museo vitruale e non solo;

Tom French W1IMQ per avermi autorizzato ad usare le informazioni e le foto relative al suo “Vibroplex Premier;

Martin Odenbach DK4XL per avermi concesso sia le immagini sull’Autoplex che le sue profonde conoscenze sul progetto Autoplex ;.

Billy Holly K1BH per avermi concesso di utilizzare la foto del Model-X Tiger stripe;

 

Vito Rustia IZ0GNY per avermi coadiuvato durante la stesura.

 

 

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Per ulteriori informazioni, interventi e quant'altro scrivere all'indirizzo e-mail di questo sito citando a riferimento l'articolo.

Vi risponderò nel minor tempo possibile.

 

Grazie per l'attenzione, 73 de Claudio IZ0KRC

 

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